IsICult [3.12.2025]: Zaccone Teodosi, il caso OneMore Picture srl – Cinecittà spa è solo un episodio tra i tanti, rispetto al deficit di trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche a favore della cultura
IsICult [3.12.2025]: Zaccone Teodosi, il caso OneMore Picture srl – Cinecittà spa è solo un episodio tra i tanti, rispetto al deficit di trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche a favore della cultura
Dichiarazione del Presidente di IsICult, Angelo Zaccone Teodosi: « La notizia delle perplessità manifestate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) in merito ad alcune dinamiche che hanno caratterizzato il rapporto tra One More Pictures srl e Cinecittà spa (in un periodo precedente alla cessione delle quote da parte della fondatrice e allora socia di maggioranza Manuela Cacciamani, successivamente nominata dall’ex Ministro Gennaro Sangiuliano alla guida della società di Via Tuscolana da metà luglio 2024) conferma i molti dubbi che, nel corso degli anni, ho più volte evidenziato – in particolare sulle colonne del quotidiano online “Key4biz” – circa la non adeguata trasparenza nella gestione dei fondi pubblici che il Ministero della Cultura trasferisce alla propria società in-house. La questione va ben oltre il singolo episodio. Milioni di euro vengono assegnati ogni anno a “progetti speciali” dei quali è difficile reperire informazioni puntuali: emblematico il caso della nebulosa ed evanescente campagna promozionale “Cinema Revolution”. Occorre un deciso salto di qualità: va affrontato un problema strutturale, rappresentato dalla necessità di maggiore trasparenza e di reale “accountability” nell’utilizzo dei fondi pubblici destinati alla cultura. Servono dati accessibili, criteri verificabili, rendicontazioni sistematiche e serie valutazioni d’impatto. Segnalo il dispaccio dell’agenzia Askanews: Gaetano Amato (M5S) ha rilanciato l’articolo esclusivo di Thomas Mackinson pubblicato oggi su “Il Fatto Quotidiano”. »
( dispaccio Askanews )
Mercoledì 3 dicembre 2025 12.34.19
Cinema, Amato (M5s): Anac stronca Cacciamani ma lei resta a Cinecittà
Cinema, Amato (M5s): Anac stronca Cacciamani ma lei resta a Cinecittà Cinema, Amato (M5s): Anac stronca Cacciamani ma lei resta a Cinecittà “Fondi alla sua società eludendo Codice degli appalti” Roma, 3 dic. (askanews) – “È davvero difficile non restare sconcertati di fronte ai rilievi dell’Anac riportati oggi da Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano: secondo l’Autorità, i 650 mila euro affidati da Cinecittà alla società One More Pictures – fondata e partecipata da Manuela Cacciamani – ‘eluderebbero’ il Codice degli appalti e sarebbero stati conferiti in assenza dei presupposti. Si parla delle campagne Cinema Revolution Estate e Cinema Revolution Inverno, guarda caso proprio quelle al centro del nostro esposto presentato mesi fa alla Procura, esposto dal quale potrebbe emergere un quadro ancor più problematico rispetto a quello già rilevato dall’Anac. È singolare che nel 2023 questi affidamenti diretti, ben oltre il limite di 140 mila euro previsto dalla legge, siano avvenuti tramite procedure senza bando; e ancora più singolare che nel luglio 2024 la stessa Cacciamani sia divenuta amministratrice delegata di Cinecittà, cioè dell’ente che aveva appena erogato 650 mila euro alla società da lei fondata”. Così il deputato M5s, Gaetano Amato. “Una situazione che, se confermata in tutte le sue implicazioni, configurerebbe un cortocircuito istituzionale non più sostenibile. Non è un caso che Angelo Zaccone Teodosi di IsICult avesse già sollevato queste ‘anomalie’ a Cinecittà ormai da anni. Ora le sue preoccupazioni sembrano trovare riscontri nelle parole dell’Anac, che ricorda come Cinecittà sia, a tutti gli effetti, una società pubblica e quindi tenuta al rispetto delle norme sugli appalti e alla piena trasparenza sull’utilizzo dei fondi dei contribuenti. Trasparenza che, a quanto emerge, Cinecittà e le società coinvolte avrebbero invece negato, rinviandosi reciprocamente la responsabilità sulla documentazione. In un paese normale sorgerebbe spontanea la domanda politica e istituzionale che nessuno potrebbe evitare: come può l’attuale amministratrice delegata continuare a ricoprire questo ruolo mentre il suo stesso operato passato, attraverso la società da lei fondata, è oggetto dei rilievi dell’Anac e delle verifiche della magistratura contabile e ordinaria? Ma siamo nell’Italia di Giorgia Meloni, e tutto questo scivola via marchiando la cultura italiana del loro infido amichettismo”, conclude.
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