IsICult [10.9.2025] Cultura: il senatore Turco (M5s) ripresenta una interrogazione (n. 3-02114), sul blocco dei pagamenti del Mef verso il Mic, che sta provocando decine di pignoramenti Ader
IsICult [10.9.2025] Cultura: il senatore Turco (M5s) ripresenta una interrogazioni (n. 3-02114), sul blocco dei pagamenti del Mef verso il Mic, che sta provocando decine di pignoramenti Ader
Il 10 settembre 2025, il senatore Mario Turco (Movimento 5 Stelle) ha ripresentato a Palazzo Madama una nuova versione dell’interrogazione parlamentare che aveva presentato in origine il 23 giugno 2025 d’intesa con il collega deputato Gaetano Amato.
L’atto di sindacato ispettivo ripropone il problema di una decisione assunta nel marzo 2025 da una dirigente della Ragioneria Generale dello Stato (Rgs) ovvero dell’Ufficio Centrale di Bilancio (Ucb) presso il Ministero della Cultura, Piera Marzo, ovvero l’estensione dell’applicazione dell’art. 48-bis del Dpr 602/1973 anche ai contributi pubblici vincolati per attività culturali e di spettacolo.
Questo “orientamento” della dirigente dell’Ucb Rgs presso il Mic è stato comunicato nel marzo 2025 alle due Direzioni Generali del Ministero della Cultura (la Dgs ovvero la Direzione Spettacolo, diretta da Antonio Parente; la Dgca ovvero la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, diretta da Nicola Borrelli), e da allora tutti i pagamenti a soggetti che operano nel settore dello spettacolo sono stati sottoposti a questa verifica, per ogni pagamento superiore ai 5.000 euro. L’Agenzia delle Entrate e della Riscossione (Ader) ha quindi attivato decine di pignoramenti “presso terzi” (il Mic è considerato tale).
Questa prassi è incoerente con una precedente decisione assunta nel dicembre 2008 dalla stessa Ragioneria Generale dello Stato – nella persona dell’allora Ragioniere Generale Mario Canzio – che prevedeva una esclusione dalla verifica per gli operatori del settore spettacolo, una sorta di deroga al principio generale, in nome dell’eccezione culturale.
Il 10 settembre 2025, l’interrogazione è stata ripresentata. Si ricorda che Mario Turco è commercialista di professione ed è stato tra l’altro Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla programmazione economica e agli investimenti, nel Governo Conte II, tra il 2019 ed il 2021. Attualmente è uno dei quattro Vice Presidenti del M5s (assieme a Paola Taverna, Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi).
La questione è stata affrontata giornalisticamente da testate come “il Sole 24 Ore” ed “il Fatto Quotidiano”.
La decisione assunta dalla Rgs Ucb presso il Mic sta determinando decine di pignoramenti presso il Mic da parte dell’Agenzia delle Entrate e Riscossioni (Ader) ed il conseguente blocco delle attivi
tà di decine di operatori del settore.
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Si riproduce qui di seguito il testo corretto dell’atto di sindacato ispettivo (che reca il numero 3-02114), ed in allegato il link all’estratto dal file .pdf dell’atto stesso nello stenografico del Senato del 10 settembre 2025.
Link al testo sul sito web del Senato della Repubblica:
https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=Sindisp&id=1472141&idoggetto=0
Clicca qui per il file in formato .pdf dello stenografico del Senato, seduta del 10 settembre 2025.
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Testo dell’Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02114 Senatore Mario Turco
Senato della Repubblica 10.9.2025
TURCO – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e della cultura. –
Premesso che:
– l’art. 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 stabilisce che le amministrazioni pubbliche, prima di effettuare pagamenti superiori a 5.000 euro, sono tenute a verificare eventuali inadempienze del beneficiario verso l’Erario, procedendo, in caso positivo, alla sospensione e al pignoramento delle somme in favore di Agenzia delle entrate riscossione;
– nel settore della cultura e dello spettacolo, tale disposizione non è stata applicata fino al 2025, in forza della comunicazione la nota prot. n. 140985 del 3 dicembre 2008 della Ragioneria Generale dello Stato (a firma del Ragioniere generale Mario Canzio), che introduceva una deroga operativa giustificata dall’“evidente prevalente interesse pubblico” dei contributi erogati dal Ministero della cultura;
– tali contributi sono destinati a finanziare attività di rilievo pubblico (cinema, teatro, musica, danza, festival, audiovisivo), sono vincolati a precisi obiettivi progettuali, non liberamente disponibili dal beneficiario, e sono erogati in base a normative settoriali;
– la Cassazione penale, sez. VI, con sentenza n. 4844 del 2 febbraio 2015 ha chiarito che i contributi pubblici vincolati non sono soggetti a pignoramento, in quanto “non rappresentano somme nella libera disponibilità” del soggetto beneficiario, precisando che “il denaro erogato
– dalla pubblica amministrazione con vincolo di destinazione specifico conserva la natura di denaro pubblico”, anche quando il soggetto beneficiario sia autorizzato a svolgere attività diverse;
– la Corte dei conti, in molteplici pronunce, ha affermato l’impignorabilità di fondi pubblici, quando essi siano finalizzati a uno scopo pubblico specifico, ritenendo prevalente l’interesse generale sottostante;
– in data 19 marzo 2025, l’Ufficio centrale di bilancio del Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato alla Direzione generale Spettacolo e alla Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della cultura che non considera più applicabile la deroga del 2008, imponendo di fatto l’applicazione generalizzata del suddetto art. 48-bis anche ai contributi culturali;
– tale svolta, avvenuta in assenza di modifica legislativa, ha già prodotto blocchi nei pagamenti e primi pignoramenti, con gravi conseguenze per la continuità di attività culturali, in particolare per le piccole realtà locali, le associazioni e i soggetti non profit;
considerato che:
– l’articolo 9 della Costituzione afferma che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, riconoscendo alla cultura un ruolo costituzionalmente protetto;
– l’articolo 97 della Costituzione prescrive che le pubbliche amministrazioni devono agire nel rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità;
– l’articolo 3 della Costituzione sancisce il principio di uguaglianza sostanziale, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,
si chiede di sapere:
– se i Ministri in indirizzo confermino l’applicabilità dell’art. 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 anche ai contributi pubblici vincolati alla cultura, e se tale interpretazione sia supportata da pareri giuridici specifici o nuove disposizioni normative;
– quali siano le ragioni giuridiche e amministrative a fondamento del superamento della comunicazione Rgs Mef nota prot. n. 140985 del 3 dicembre 2008, e se tale nuova prassi sia stata sottoposta a verifica costituzionale o interministeriale;
– se siano state valutate le conseguenze pratiche e costituzionali derivanti dalla pignorabilità di fondi destinati a finalità pubbliche culturali, in rapporto agli articoli 9, 97 e 3 della Costituzione;
– quali misure urgenti si intendano adottare per evitare che l’automatismo del pignoramento fiscale paralizzi attività culturali strategiche per la coesione sociale e lo sviluppo del territorio, in particolare nei confronti dei soggetti minori e non profit;
– se il Governo intenda valutare l’introduzione di una norma interpretativa o innovativa, che confermi l’impignorabilità (o una soglia di salvaguardia) dei contributi pubblici vincolati per finalità culturali, in modo da garantire l’equilibrio tra equità fiscale e tutela costituzionale della cultura.
(3-02114)
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Nota IsICult: clicca qui, per leggere la nota prot. n. 140985 del 3 dicembre 2008 (citata come atto amministrativo di riferimento nell’interrogazione parlamentare del Senatore Turco), trasmessa da Ragioneria Generale dello Stato (Rgs Mef) al Ministero della Cultura, a firma dell’allora Ragioniere Generale dello Stato Mario Canzio
Clicca qui per l’articolo intitolato “Il Ministero della Cultura si trasforma in esattore? Scatta la tagliola fiscale per gli operatori più deboli” su “il Fatto Quotidiano” del 13 giugno 2025
Clicca qui per l’articolo intitolato “Cultura e cinema, sui contributi la riscossione passa all’azione” su “Il Sole 24 Ore” del 19 giugno 2025
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