da “Il Fatto Quotidiano” [30.1.2026]: “L’outsider Iervolino porta in Ungheria il biopic su Armani: una reazione al blocco dei crediti?”
da “Il Fatto Quotidiano” [30.1.2026]: “L’outsider Iervolino porta in Ungheria il biopic su Armani: una reazione al blocco dei crediti?”
Armani ma anche “Bugatti – The Genius” verranno girati all’estero: ben 335 milioni persi sul territorio nazionale. Intanto il Parlamento cerca di far slittare le nuove regole sul “tax credit”
Lo scenario culturale e mediale italiano sta vivendo una fase che si potrebbe anche definire effervescente, se non fosse che ancora una volta permane un grande deficit di trasparenza e quindi prevale inquietante confusione, che rende ulteriormente debole l’azione di controllo e regolazione della mano pubblica: basti pensare alla modestia dell’intervento del Sottosegretario all’Informazione e Editoria Alberto Barachini (Forza Italia) in relazione alla imminente vendita del Gruppo Gedi, ovvero La Repubblica, La Stampa e HuffPost Italia e altro ancora…
E che dire delle impetuose dinamiche erratiche di un imprenditore corsaro come il giovane (39 anni) imprenditore italo-canadese Andrea Iervolino?! Anche nel caso di Iervolino, la trasparenza non è certo la caratteristica dominante dei suoi business: per esempio, in questi ultimi tempi si muove con un ulteriore veicolo societario, la Taic Funding, di cui però non si riesce a sapere molto, se non che “Taic” è l’acronimo di The Andrea Iervolino Company…
Non brilla per trasparenza, però, nemmeno il Ministero della Cultura ovvero la Direzione Cinema e Audiovisivo, che gli ha congelato 66 milioni di euro di “tax credit” sulla base di procedure piuttosto opache: su Iervolino stanno indagando la Guardia di Finanza e la Procura di Roma, ma – per quanto è dato sapere – non è ancora nemmeno stato rinviato a giudizio, e forse dovrebbe prevalere la presunzione di innocenza… Stranamente nessun commento dal ministro Alessandro Giuli o dalla Sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni.
Andrea Iervolino sembra essere in grado di muovere capitali significativi nel sistema mediale italiano, avendo sottoposto a Gedi un’offerta di ben 240 milioni di euro, 10 milioni superiore a quella del gruppo ellenico Antenna, ma parrebbe che la sua iniziativa non sia stata granché apprezzata… Anche l’offerta di 22,5 milioni per l’acquisto de La Stampa non è andata in porto, perché evidentemente un outsider così eccentrico non viene accolto nei “salotti buoni” dell’editoria e della finanza italiana.
Salotti che pure non brillano per correttezza procedurale, come viene confermato dai comunicati del Comitato di Redazione de la Repubblica, costretto a sguinzagliare alcuni colleghi per capire “chi” è realmente il potenziale acquirente ovvero il Gruppo Antenna, la holding della famiglia Kyriakou…
Lunedì 26 gennaio, Andrea Iervolino ha annunciato che sarà Bobby Moresco, premio Oscar per la sceneggiatura (con Paul Haggis) per l’eccellente Crash, a dirigere il biopic su Giorgio Armani, che verrà prodotto dalla sua Taic Funding. L’annuncio del nome del regista, già dietro la macchina da presa per altri lungometraggi realizzati da Iervolino come Lamborghini (2022) e Maserati (in uscita nel 2026), è stato dato a seguito di una riunione del cda di Taic il 23 gennaio, che ha deliberato che il film non sarà girato in Italia e verrà invece interamente prodotto in Ungheria.
Il biopic su Armani prevede un investimento di 135 milioni di dollari. La decisione relativa al luogo delle riprese – ha spiegato Iervolino – è maturata alla luce di un’analisi critica “dell’attuale contesto produttivo e amministrativo italiano”. La scelta arriva a pochi giorni dalla decisione di Taic di trasferire all’estero anche la produzione di Bugatti – The Genius, un progetto da oltre 200 milioni di dollari…
In sostanza, nell’arco di pochi giorni sarebbero sfuggiti 335 milioni di dollari dal territorio nazionale… Perché? “Sono profondamente legato all’Italia e all’identità italiana – ha spiegato il produttore – pur essendo italo-canadese, resto un italiano orgoglioso. Continuerò a sviluppare progetti dedicati alle grandi icone del nostro Paese… Il paradosso che emerge da questa situazione è evidente: film che celebrano l’eccellenza, la cultura e l’identità italiana vengono realizzati fuori dall’Italia, non per mancanza di visione o di spirito italiano, ma a causa di una crescente perdita di fiducia nel quadro istituzionale e amministrativo”.
In altre parole, questa sarebbe anche una reazione al blocco dei crediti messo in atto dal Ministero della Cultura verso le sue società.
Angelo Zaccone Teodosi
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