CULTURA, TURCO-AMATO (M5S): DEPOSITATA INTERROGAZIONE SU CONTRIBUTI PUBBLICI MIC (stimolata da “il Fatto Quotidiano” del 13/6/2025 e da “il Sole 24 Ore” del 19/6)

È stata depositata oggi al Senato un’interrogazione parlamentare indirizzata ai Ministri dell’Economia e Finanze e della Cultura, a prima firma del Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle, e sostenuta alla Camera dall’On. Gaetano Amato, membro della Commissione Cultura, in merito alla recente decisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze di estendere l’applicazione dell’art. 48-bis del DPR 602/1973 anche ai contributi pubblici vincolati per attività culturali e di spettacolo.

Con l’interrogazione si chiede ai Ministri competenti di chiarire quali siano le basi giuridiche che giustificherebbero il superamento della deroga introdotta nel 2008 dalla Ragioneria Generale dello Stato che, finora, aveva escluso l’applicazione della misura a contributi con finalità pubblica.

L’attivazione di controlli automatici e pignoramenti fiscali rischia di compromettere la continuità operativa di associazioni, festival, compagnie teatrali, cooperative e imprese culturali, in un momento già molto delicato per il settore.

“Non possiamo permettere che automatismi fiscali pensati per altre realtà colpiscano indiscriminatamente il mondo della cultura e dello spettacolo”, dichiarano il Sen. Mario Turco e l’On. Gaetano Amato, che proseguono: “Si tratta di contributi vincolati, erogati con finalità pubblica, e per questo riteniamo inaccettabile che vengano equiparati a pagamenti ordinari e sottoposti a blocchi o pignoramenti, senza una chiara base legislativa e in contrasto con principi costituzionali”.

Nell’interrogazione si richiama esplicitamente il dettato degli articoli 9, 97 e 3 della Costituzione, il principio di buon andamento dell’amministrazione, nonché la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione, della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato, secondo cui i contributi pubblici vincolati non possono essere pignorati né equiparati a somme disponibili nel patrimonio del beneficiario.

“Chiediamo al Governo di fare chiarezza e di valutare una sospensione immediata dell’applicazione del nuovo orientamento del MEF, in attesa di un confronto parlamentare e di eventuali correttivi legislativi. Il sostegno pubblico alla cultura non può trasformarsi in un’occasione di prelievo forzoso”, concludono Turco e Amato.

Roma, 19 giugno 2025

Sen. Mario Turco
On. Gaetano Amato

 

Aggiornamenti (al 10 settembre 2025)

 

L’interrogazione presentata dal Senatore Turco il 23 giugno 2025 (Atto n. 3-01986, in 6ª Commissione) è stata successivamente ritirata, a causa di alcuni refusi, il 15 luglio 2025, ed è stata ripresentata, in versione corretta, il 10 settembre 2025.

Si riproduce qui di seguito il testo corretto dell’atto di sindacato ispettivo (che reca il numero 3-02114), ed in allegato il link all’estratto dal file .pdf dell’atto stesso nello stenografico del Senato del 10 settembre 2025.

 

Link al testo sul sito web del Senato della Repubblica:

https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=Sindisp&id=1472141&idoggetto=0

 

            Clicca qui per il file in formato .pdf dello stenografico del Senato, seduta del 10 settembre 2025.

 

 

            Testo dell’Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02114 Senatore Mario Turco

            Senato della Repubblica 10.9.2025

 

TURCO – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e della cultura. –

Premesso che:

–       l’art. 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 stabilisce che le amministrazioni pubbliche, prima di effettuare pagamenti superiori a 5.000 euro, sono tenute a verificare eventuali inadempienze del beneficiario verso l’Erario, procedendo, in caso positivo, alla sospensione e al pignoramento delle somme in favore di Agenzia delle entrate riscossione;

–       nel settore della cultura e dello spettacolo, tale disposizione non è stata applicata fino al 2025, in forza della comunicazione prot. nota 140985 del 3 dicembre 2008 della Ragioneria Generale dello Stato (a firma del Ragioniere generale Mario Canzio), che introduceva una deroga operativa giustificata dall’“evidente prevalente interesse pubblico” dei contributi erogati dal Ministero della cultura;

–       tali contributi sono destinati a finanziare attività di rilievo pubblico (cinema, teatro, musica, danza, festival, audiovisivo), sono vincolati a precisi obiettivi progettuali, non liberamente disponibili dal beneficiario, e sono erogati in base a normative settoriali;

–       la Cassazione penale, sez. VI, con sentenza n. 4844 del 2 febbraio 2015 ha chiarito che i contributi pubblici vincolati non sono soggetti a pignoramento, in quanto “non rappresentano somme nella libera disponibilità” del soggetto beneficiario, precisando che “il denaro erogato

–       dalla pubblica amministrazione con vincolo di destinazione specifico conserva la natura di denaro pubblico”, anche quando il soggetto beneficiario sia autorizzato a svolgere attività diverse;

–       la Corte dei conti, in molteplici pronunce, ha affermato l’impignorabilità di fondi pubblici, quando essi siano finalizzati a uno scopo pubblico specifico, ritenendo prevalente l’interesse generale sottostante;

–       in data 19 marzo 2025, l’Ufficio centrale di bilancio del Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato alla Direzione generale Spettacolo e alla Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della cultura che non considera più applicabile la deroga del 2008, imponendo di fatto l’applicazione generalizzata del suddetto art. 48-bis anche ai contributi culturali;

–       tale svolta, avvenuta in assenza di modifica legislativa, ha già prodotto blocchi nei pagamenti e primi pignoramenti, con gravi conseguenze per la continuità di attività culturali, in particolare per le piccole realtà locali, le associazioni e i soggetti non profit;

considerato che:

–       l’articolo 9 della Costituzione afferma che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, riconoscendo alla cultura un ruolo costituzionalmente protetto;

–       l’articolo 97 della Costituzione prescrive che le pubbliche amministrazioni devono agire nel rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità;

–       l’articolo 3 della Costituzione sancisce il principio di uguaglianza sostanziale, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,

si chiede di sapere:

–       se i Ministri in indirizzo confermino l’applicabilità dell’art. 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 anche ai contributi pubblici vincolati alla cultura, e se tale interpretazione sia supportata da pareri giuridici specifici o nuove disposizioni normative;

–       quali siano le ragioni giuridiche e amministrative a fondamento del superamento della comunicazione Rgs Mef prot. nota 140985del 3 dicembre 2008, e se tale nuova prassi sia stata sottoposta a verifica costituzionale o interministeriale;

–       se siano state valutate le conseguenze pratiche e costituzionali derivanti dalla pignorabilità di fondi destinati a finalità pubbliche culturali, in rapporto agli articoli 9, 97 e 3 della Costituzione;

–       quali misure urgenti si intendano adottare per evitare che l’automatismo del pignoramento fiscale paralizzi attività culturali strategiche per la coesione sociale e lo sviluppo del territorio, in particolare nei confronti dei soggetti minori e non profit;

–       se il Governo intenda valutare l’introduzione di una norma interpretativa o innovativa, che confermi l’impignorabilità (o una soglia di salvaguardia) dei contributi pubblici vincolati per finalità culturali, in modo da garantire l’equilibrio tra equità fiscale e tutela costituzionale della cultura.

(3-02114)

Nota IsICult: clicca qui, per leggere la nota prot. n. 140985 del 3 dicembre 2008 (citata come atto amministrativo di riferimento nell’interrogazione parlamentare del Senatore Turco), trasmessa da Ragioneria Generale dello Stato (Rgs Mef) al Ministero della Cultura, a firma dell’allora Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio.